Storia di ordinario infortunio
Ogni infortunio è una storia a se.
Alcuni sono di dominio pubblico e diventano veri e propri tormentoni nazionali....vedi quello successo aTotti e tutta l'enfasi per il suo recupero mondiale, come salvatore della patria........e dico io come salvatore degli affari milionari dei suoi sponsor, come salvatore del sistema calcio, che non è sistema Juve o Milan, ma che è una malattia aberrante che narcotizza la nostra nazione, i suoi abitanti e la loro civiltà.........persone capaci di fare una guerra civile solo se la domenica gli chiudono gli stadi e cancellano Bscardi e quei pagliacci dai palinsesti TV.
Poi ci sono i drammi privati, quelli che rimarranno sconosciuti a tutti, quelli che saranno vissuti in silenziosa solitudine...senza che un coro di babbei ti faccia gli auguri di pronta guarigione.
Io da sei anni ho scoperto la gioia dello sport, dell'agonismo, della realizzazione dei sogni.......e in questa nuova e salvifica vita mi sono imbattuto nell'amarezza e nella frustrazione dell'infortunio.
Qualcosa che in un istante vanifica e distrugge lo stato di forma ottenuto in mesi e mesi di allenamento,
qualcosa che sbarra la strada al tuo cammino, ai tuoi progetti.
Se non mi alleno soffro e divento inquieto.
Mi scompare di colpo la voglia di scrivere e comunicare.
Per spegnere questa inquietudine mi lascio andare a comportamenti e stili di vita agli antipodi del "pianeta atleta" ma che erano la cornice della mia vita precedente.....
Cala così la forza fisica, il vigore spirituale, l'energia mentale e la capacità di concretizzare.
Torno ad essere un fantasma........quello che sono stato per anni quando ancora lo sport era un universo sconosciuto.
Oggi sono due settimane esatte che mi sono infortunato al Vagolino e nonostante la fisioterapia quotidiana in un centro per sportivi di "serie A" soffro ancora del dolore al metatarso e sono ancora lontano dal sentirmi pronto al rientro.
Come da copione in queste due settimane di inquietudine ho fatto + sbronze che nel resto dell'anno........
Vedo giorno per giorno i miei occhi progressivamente opachi a cuasa dei veleni che ingurgito senza pensarci due volte.....
E ogni volta che appoggio il piede destro sull'esterno mi rendo conto di quanto un infortunio possa condizionarmi la vita anche se non ho addosso la pressione degli sponsor, della stampa e di un'intera nazione sul groppo.
Ogni mattina mi alzo sperando che non mi faccia + male il piede...e ogni volta che invece scopro di essere ancora vulnerabile una forma di sconforto mi impedisce di essere lucido.
Scrivo queste cose, parlo di questo infortunio perchè sto cercando di combatterlo insieme al cattivo stato vitale di cui è causa......
Scrivo per reagire.
Questo post è per me.
E per tutte le persone che vivono una limitazione imposta.
Come dicono in carcere "tutto passa".....
Io aspetto.



